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FOTOGRAFO DI MATRIMONIO ISOLE TREMITI

Francesco Febbo Fotografo di Matrimonio e Ritratto

Ciao e Benevenuti, mi chiamo FRANCESCO ,
sono un FOTOGRAFO PER MATRIMONI in ITALIA

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+ qualche curiosità su di me, sulla fotografia, sul mio stile +
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NARRATORI DI STORIE AMANTI DELLA LUCE CUSTODI DI MEMORIE

Francesco Febbo - Fotografo di Matrimonio Isole Tremiti

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Le isole Tremiti sono l’unico arcipelago italiano nel basso Adriatico e costituiscono una riserva naturale marina a sua volta parte del Parco nazionale del Gargano. Da sempre vocate al turismo, offrono una ricca vegetazione e soprattutto un mare incontaminato e ricco di fauna, ideale per le immersioni…e per i matrimoni.
Come Fotografo di Matrimoni per le Isole Tremiti, non posso non dilungarmi un paio di righe nel descrivervi la bellezza di queste isole che saranno splendida cornice del del vostro matrimonio.
L’arcipelago è composto da cinque piccole isole, profondamente diverse. Due sole sono abitate: San Nicola e San Domino. Le altre sono la Capraia, il Cretaccio e la lontana Pianosa. Sebbene di modeste estensione, le Isole Tremiti offrono un sorprendente campionario di situazioni ambientali che ci si aspetterebbe di trovare in un’area di ben altre dimensioni. In circa 20 km di costa sono rappresentate le più significative morfologie: coste basse con spiagge sabbiose, baie e promontori, coste alte rocciose con falesie a strapiombo sul mare. Posso sinceramente affermare che avere una tale scelta di differenti location è veramente una fortuna per un fotografo di matrimonio, non resta che ringraziare le Isole Tremiti.

Il porto dell’arcipelago si trova a San Domino, centro abitato maggiore, dove si concentrano le strutture alberghiere di rilievo.
San Domino è l’isola più estesa dell’arcipelago delle Tremiti e probabilmente più bella dal punto di vista naturalistico. Interamente coperta di macchia mediterranea, ha una sola spiaggia di sabbia, cala delle Arene, dietro al porto, e diverse calette rocciose, molto piccole e intime.

Sull’isola ci si muove a piedi ma le distanze non sono così brevi, complice anche i continui saliscendi. Se dal porto al centro del paese bastano 20 minuti (in salita) e 15 in discesa, per andare da un estremo all’altro ci si impiega più di un’ora. E nonostante l’ombra dei pini d’Aleppo, la totale assenza di acqua sull’isola consiglia vivamente di portarsi sempre da bere.

Per assaporare tutta la bellezza di San Domino è indispensabile fare il periplo dell’isola in barca. Solo così è possibile ammirare le numerose piccole grotte come la Grotta del Bue Marino, profonda 70 metri e sovrastata da alte rupi, che deve il nome dalle foche monache che qui sostavano; la Grotta delle Viole, il cui nome deriva dalla colorazione rosso violacea delle alghe calcaree che tappezzano le pareti sommerse della stessa; la Grotta del Coccodrillo, ma anche alcune curiose formazioni rocciose come lo scoglio dell’Elefante e i bellissimi Pagliai, a pochi minuti dal porto verso nord ma le cui minuscole spiagge sono raggiungibili solo via mare.

Le Tremiti erano conosciute nell’antichità come isole di Diomede o diomedee, dal nome dell’eroe omerico che, secondo la leggenda, vi fu sepolto. La dea dell’amore Afrodite trasformò i suoi compagni in procellarie perché continuassero a lamentare la perdita del loro signore e ne vegliassero la tomba.

L’ISOLA DI SAN NICOLA
Il centro storico, religioso e amministrativo dell’arcipelago è un vero e proprio museo a cielo aperto. La seconda isola delle Tremiti ospita infatti la più grande abbazia del Mediterraneo sul mare: è l’abbazia di S. Maria a Mare, le cui origini si perdono nella leggenda.

Di certo è che i benedettini si insediarono qui nell’XI secolo, ed è a quell’epoca che si fa storicamente risalire l’abbazia. Nel 1334 fu assaltata dai pirati, che trucidarono i monaci, ma alcuni decenni dopo fu nuovamente abitata, stavolta da canonici regolari. L’abbazia fu soppressa nel 1783 da re Ferdinando IV di Napoli. Abbandonato da secoli, oggi il complesso è visitabile: resta gran parte del perimetro esterno, la facciata della chiesa e alcuni pregevoli pavimenti musivi.

IL CRETACCIO E CAPRAIA
Il Cretaccio è poco più di uno scoglio e deve il nome alla creta giallastra che lo costituisce, costantemente erosa dalle acque.

Capraia – detta anche Capperaia, per la presenza di estese presenze di piante di capperi sull’isola – è anch’essa piccola, disabitata e non è ammesso sbarcarci. Molte escursioni però fermano a pochi metri dalle sue rive perché qui si trova una statua sommersa di Padre Pio, oggi San Pio; e le acque, limpide e pulitissime, invitano sempre al bagno.

PIANOSA
Distante una ventina di chilometri dalle altre isole, Pianosa è un pianoro roccioso anch’esso completamente disabitato. La sua altezza massima è 15 metri (da cui il nome) e durante le mareggiate è quasi completamente sommersa.

Pianosa rientra nella Riserva Marina Integrale: questo comporta, entro i 500 metri dall’isola, divieto di approdo e di navigazione, divieto assoluto di pesca e divieto di effettuare immersioni, a meno che non si sia accompagnati da guide subacquee autorizzate. Che consigliamo vivamente di contattare, perché i fondali di Pianosa sono probabilmente i più spettacolari dell’arcipelago, per flora e fauna. Per tutti gli altri, purtroppo, Pianosa rimane un miraggio lontano.

Bene, se queste mie poche righe sono riuscite a convincervi a fare un salto presso le tremiti, sono sicuro, non rimarrete assolutamente delusi. Se inoltre le mie foto di matrimonio sono di vostro gradimento e il mio stile può essere quello che state cercando per il vostro grande giorno, allora mettiamoci in contatto, chiedetemi qualsiasi informazione e io sarò felice di parlarmi del mio servizio di fotografo fi matrimonio presso le Isole Tremiti.